La misteriosa origine del nome “Montalcino”
Storia e origini della culla del Brunello

Curiosità sul vino 23 ago 2022

Ci Troviamo in Toscana, in provincia di Siena, nel luogo in cui nasce il Brunello di Montalcino, vino che prende il nome dall’omonimo comune da cui proviene. Ecco alcune curiosità su questo territorio famoso in tutto il mondo.


Cosa sapere su Montalcino prima di degustare il suo vino


Montalcino si sviluppa in altezza e il suo territorio collinare è la culla perfetta per la maturazione del vitigno che dà vita a questo vino di grande spessore; un clima mite, mediterraneo, che permette la completa maturazione dei grappoli del Sangiovese.
L'importanza di Montalcino per quanto riguarda la produzione di vini pone le sue radici in epoche lontane, addirittura in epoca etrusca, superando quindi la fama di circa 2000 anni. Ma solo nell'Ottocento avverrà la nascita del vino di un certo spessore: il Brunello di Montalcino. Da qui la sua fama comincerà ad incrementarsi e insieme ad essa anche quella del comune di Montalcino, che oggi rappresenta la culla di un vino che ci contraddistingue in tutto il mondo. Per molto tempo il Brunello di Montalcino era indirizzato a pochi intenditori, con un palato raffinato, ma dal Novecento in poi sarà il vino di tutti gli italiani.

Montalcino: quali origini nasconde questo nome


Il comune di Montalcino nasconde un mistero dietro al suo nome attuale. Infatti, Montalcino non si è sempre chiamato così e, ancora oggi, l’origine del suo nome non è certa.
Le ipotesi più concrete sono due: la prima è quella secondo la quale il nome della culla del Brunello di Montalcino derivi dal ‘’Mons Lucinus’’, ovvero il monte dedicato a Lucina, una dea della mitologia romana. Citazioni sul Mons Lucinus sono presenti in un documento dell’814. Il significato della parola sarebbe ‘’piccolo bosco’’ o ‘’bosco sacro’’. Sacro, proprio la parola più adatta a descrivere questo territorio così importante per l’enologia italiana: il luogo di nascita di un vino prestigioso come il Brunello di Montalcino.
La seconda ipotesi sul nome di Montalcino si ripara ancora una volta nella lingua latina, precisamente sul toponimo Mons Ilcinus. ‘’Mons’’, ovvero ‘’monte’’ e ‘’Ilex’’ che vuol dire ‘’leccio’’. Il leccio è un albero diffuso nel Mediterraneo, che si trova ampiamente anche nella zona di Montalcino. Infatti, lo stemma cittadino del comune raffigura proprio questa tipologia di albero sopra a tre monti. È molto probabile, quindi, che questa seconda ipotesi sia quella più vicina all’origine del nome attuale del comune. Sicuramente, però, anche le leggende, le credenze religiose e le tradizioni hanno giocato un ruolo fondamentale.

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Brunello di Montalcino


Prima di degustare il Brunello di Montalcino è importante sapere che il vitigno da cui è prodotto è il Sangiovese Grosso, che è coltivato esclusivamente in questa zona. Il Sangiovese è stato vinificato per la prima volta nel 1800 da Clemente Santi; il Sangiovese Grosso è il suo clone. Oggi rappresenta uno dei vitigni più coltivati nel territorio. Viene chiamato ‘’Grosso’’ a causa della sua buccia molto più spessa rispetto ad altre tipologie di uva a bacca rossa. La sua importanza è data dalla sua capacità di produrre vini corposi, altamente tannici, raffinati, strutturati e con il giusto grado di acidità che crea l’equilibrio perfetto: ne è la prova il Brunello di Montalcino. La Brunello di Montalcino vendemmia è eseguita a settembre, solitamente verso la fine del mese, e ovviamente rigorosamente a mano. Per la produzione del Brunello di Montalcino giocano un ruolo fondamentale sia il territorio che l’intervento umano, con l’utilizzo delle tecniche di vinificazione giuste.

Il Brunello di Montalcino può essere degustato all'azienda vinicola Bellaria, nata nel 1963, nel cuore dei vigneti che danno vita a questo vino. Sono proposte diverse esperienze di degustazione, in un ambiente caratteristico a stretto contatto con le botti.

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